
Ieri sera ho rivisto per caso un film del 2015 diretto da Sergio Castellitto: “nessuno si salva da solo” con Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio.
Ve ne voglio parlare perché mi ha fatto riflettere ancora una volta sul fatto che per costruire un rapporto e soprattutto per mantenerlo sano e saldo nel tempo serve molto lavoro, bisogna essere disposti a cambiare, adattarsi e accettare l’altro per ciò che è davvero. Spesso i miei clienti mi raccontano le loro storie e la maggior parte delle volte colgo che i rapporti si incrinano nel tempo per mancanza di comunicazione; perché le cose cambiano, le aspettative reciproche non vengono più soddisfatte; perché ci si sente frustrati, perché ci si mette in secondo piano; perché ad un certo punto di smette di essere coppia e si diventa famiglia. Perché pesa fare rinunce.
Perché si smette di crederci.
Proprio come hanno fatto i due protagonisti del film: Delia e Gaetano.
Lei biologa nutrizionista, lui scrittore, o meglio sceneggiatore di programmi televisivi: da quando si sono conosciuti non si sono più separati, tanto che lei ha rinunciato a partire per i suoi studi. La convivenza, il primo figlio, il secondo figlio e si entra nel vortice della routine familiare, finché i piccoli litigi non diventano problemi insormontabili, proprio come tantissime volte accade anche nelle nostre vite.
Scena dopo scena, quello che era un pregio diventa un difetto; marito e moglie comunicano a fatica; sono stanchi, immersi nelle mille difficoltà di tutti i giorni al punto di dimenticarsi quanto sono innamorati l’uno dell’altra. E arriva il tradimento (di lui…). La moglie lo scopre, ed è la fine.
La narrazione procede con dei flashback: mentre la coppia è seduta a cena per decidere le vacanze dei figli, scorrono tanti momenti del loro passato felice prima, pieno di difficoltà poi. Sono separati da poco e questa cena è l’occasione per parlare di ciò che hanno vissuto e cosa sia successo.
Non è forse vero che quando due persone si conoscono mostrano il lato migliore di sé per conquistare l’altro? Sarà capitato anche a voi: col trascorrere del tempo, piano piano emergono gli altri volti dell’io e pare di non riconoscersi più. Proprio questo è accaduto ai due protagonisti: ad un certo punto ci si impuntano, smettono di ascoltarsi e non comunicano più. Quella di Delia e Gaetano potrebbe essere la storia narrata dalla maggior parte dei miei clienti: una Delia che giunge nel mio studio arrabbiata, delusa, rancorosa, tradita o un Gaetano che arriva spaesato, pentito, impaurito per ciò che sarà. Ed ecco allora le mille domande: i dubbi: potrò ancora vedere i miei bambini? Quando potranno restare con me? Cosa raccontare ai nostri figli…? Come fare per recuperare l’autostima…? Avvocato, non vorrei dover dormire per strada…mi aiuti!
Ma quindi, non sarebbe meglio fermarsi un momento a riflettere e pensare che NESSUNO, ma proprio nessuno, può affrontare le difficoltà della coppia (di un matrimonio, di una relazione, di una convivenza) in solitudine?
La coppia può essere un rifugio, se solo si riesce a riconoscere i propri errori e ad accettare l’altro con tutte le sue imperfezioni; Delia e Gaetano, come tanti di voi, ricordano il loro passato con una miscela di tenerezza e amarezza, rendendosi conto troppo tardi dell’importanza di alcuni momenti.
Ma soprattutto, anche se separati, i due protagonisti devono trovare un modo per coesistere come genitori, dimostrando che i legami familiari non si spezzano mai completamente, anche quando il sentimento d’amore si sgretola.
E allora, forse, c’è sempre una possibilità di comprendersi e di trovare una nuova forma di connessione, anche quando sembra troppo tardi.
Cosa ne pensate?