
Hai chiuso una relazione, ma il tuo ex continua a seguirti da lontano, senza parlare, senza scrivere, ma sempre lì: visualizza le tue storie, mette ‘mi piace’ ai tuoi post, osserva ogni tua mossa online senza mai davvero sparire. È solo nostalgia o una sottile forma di controllo? Benvenuto nel mondo dell’orbiting, un limbo digitale che può diventare tossico e persino pericoloso.
È un fenomeno recente quello dell’orbiting, che nasce e si sviluppa con l’avvento e la diffusione sempre maggiore di social media e degli strumenti di comunicazione nell’era digitale e che negli ultimi anni ha guadagnato sempre più attenzione nel contesto delle relazioni e delle separazioni.
Come avvocato divorzista, mi trovo spesso ad affrontare questo problema, dal punto di vista del cliente “vittima” che mi condivide i suoi timori e i suoi dubbi. Di che cosa si tratta?
Sto parlando di quei casi in cui, anche dopo la fine di un matrimonio o di una relazione di coppia, una delle due parti continua a “orbitare” intorno all’ex attraverso i social media o altre forme di controllo indiretto: non è quindi presente nella quotidianità ma visualizza le storie di Instagram e Facebook senza mai interagire, mette “mi piace” ai post senza avviare conversazioni e il tutto senza mai prendere l’iniziativa di riprendere il rapporto.
Una specie di “spia”…a distanza.
“L’orbiter” comincia con interrompere ogni comunicazione diretta con l’ex partner (ad esempio, ignorando messaggi e telefonate), e nel contempo continua a seguire la sua vita attraverso i social media. Si tratta di una forma di “presenza assente”, che può generare confusione nella persona orbitata, impedendole di voltare pagina e chiudere definitivamente il capitolo della relazione passata. Molto spesso questo fenomeno avviene dopo una separazione o un divorzio, o comunque dopo la chiusura di una relazione importante…perché?
Alcuni usano l’orbiting per mantenere un certo grado di controllo sulla vita dell’altro, senza doversi assumere la responsabilità di un contatto diretto: per insicurezza? Gelosia? Nostalgia? Perché si fatica ad accettare di essere usciti completamente dalla vita dell’altro?
Altri orbitano perché si sentono in colpa per la fine della relazione ma, invece di affrontare direttamente questi sentimenti, preferiscono rimanere in una zona grigia tra il contatto e la distanza. Per esperienza aggiungo che tale forma manipolativa può avere un impatto significativo sulla salute mentale di chi la subisce, in particolare nei contesti di divorzio: il comportamento ambiguo dell’ex può rendere complessa l’elaborazione della separazione perché sapere che l’ex è ancora lì, “presente”, può generare ansia.
“Avvocato, mi è difficile chiudere con il passato, voltare pagina”…”Avvocato…è questo comportamento un’invasione della mia privacy?” Ebbene: se l’orbiting diventa ossessivo o invasivo, potrebbe configurarsi come molestia o stalking digitale. L’articolo 612-bis del Codice Penale punisce lo stalking, che può includere comportamenti ripetitivi di controllo sui social. Nei casi più gravi, soprattutto se associato ad altre forme di persecuzione (messaggi minacciosi o tentativi di controllo ossessivo), si può richiedere un’ordinanza restrittiva o presentare una diffida. Se l’ex utilizza l’orbiting per raccogliere informazioni da usare contro di te (ad esempio, in cause di affidamento o divisione dei beni), può configurarsi un abuso di informazioni personali, anche questo perseguibile legalmente.
Se l’ex non commette reato, ma il suo comportamento è fonte di disagio, una soluzione immediata può essere quella di bloccare o limitare l’accesso ai propri contenuti sui social: impostare i profili su privato e rimuovere il soggetto dai contatti. L’orbiting può sembrare un comportamento innocuo, ma nelle dinamiche post-chiusura di relazione può rappresentare un serio ostacolo alla libertà e alla serenità emotiva di chi lo subisce. Se ti trovi in questa situazione, è importante riconoscerla per quello che è, per poter prendere le giuste misure per proteggerti, sia a livello psicologico che legale. Se ti rendi conto di essere vittima di orbiting, il primo passo è capire che non si tratta di un comportamento genuino di interesse, ma piuttosto di una dinamica ambigua che può rallentare il tuo processo di guarigione emotiva. Se ritieni quindi che il tuo ex stia utilizzando l’orbiting per controllarti o manipolarti, non esitare a chiedere supporto per valutare le azioni da intraprendere.
La chiusura definitiva è un diritto di chiunque voglia riprendere in mano la propria vita dopo una separazione.