
Grazie alla mia esperienza come avvocato specializzato nel diritto di famiglia, della persona e dei minori, ho compreso che le dinamiche relazionali che sottintendono ad un nucleo familiare sono estremamente complesse.
È importante per me avvalermi del supporto di specialisti che di volta in volta possono essere in grado di aiutare le coppie in crisi ad affrontare il difficile momento della rottura e della separazione; mediazione, psicologia, counseling sono importanti strumenti di supporto sia per l’avvocato che per chi ne è direttamente coinvolto.
Uno strumento forse meno conosciuto ma molto efficace è la psicogenealogia.
Si tratta di una disciplina affascinante che fonde psicologia, genealogia e approcci sistemici per analizzare come i modelli familiari, le dinamiche transgenerazionali e gli eventi passati influenzano il presente di una persona. Tale disciplina è particolarmente utile per comprendere e affrontare le crisi matrimoniali poiché aiuta le coppie a esplorare e risolvere conflitti profondi che possono avere radici nei rispettivi alberi genealogici. Introdotto da Anne Ancelin Schützenberger, psicoterapeuta francese che ha combinato la psicoanalisi con lo studio delle genealogie per identificare schemi e connessioni che si tramandano di generazione in generazione, questo approccio si basa sull’idea che la storia familiare non solo plasma la nostra identità, ma può anche influenzare inconsciamente le nostre scelte, i comportamenti e il modo in cui viviamo e risolviamo i conflitti.
Concetto cardine è quello di “inconscio familiare”: immaginatelo come un insieme di memorie e traumi trasmessi attraverso le generazioni, spesso in modo non verbale o simbolico. Tali memorie possono includere lutti irrisolti, segreti familiari, obblighi impliciti e irrisolti che si manifestano sottoforma di sofferenze psicologiche o difficoltà relazionali.
Non si trasmette attraverso la genetica, ma tramite l’esperienza vissuta, i racconti, i non detti, i segreti e le emozioni non elaborate. È un’eredità psicologica che si insinua nelle relazioni familiari e nei comportamenti, modellando il vissuto delle generazioni successive. Provate a pensare come un trauma non elaborato, come la perdita di un figlio, può influenzare la generazione successiva attraverso un clima emotivo di ansia o iperprotezione; o un segreto familiare, come un’adozione mai rivelata, può manifestarsi sotto forma di tensioni o comportamenti inspiegabili.
Ma come inizia un lavoro di approfondimento con la psicogenalogia?
Lo specialista crea un genogramma, uno strumento grafico simile a un albero genealogico che rappresenta non solo le relazioni tra i membri della famiglia, ma anche eventi significativi, come nascite, matrimoni, divorzi, lutti e traumi: questo schema permette di evidenziare schemi ripetitivi, conflitti e dinamiche irrisolte. Ad esempio, un terapeuta potrebbe notare che una donna ha difficoltà a mantenere relazioni stabili perché nella sua famiglia, per diverse generazioni, le donne hanno subito abbandoni o tradimenti. Una volta identificati questi schemi, il lavoro terapeutico mira a riconoscerli, comprenderli e, quando necessario, interromperli.
Che rapporto può esserci quindi fra crisi di coppia psicogenealogia? La relazione esiste ed è molto stretta in quanto le crisi matrimoniali hanno origini profonde, spesso radicate nei modelli ereditati dal passato e tali modelli influenzano il modo in cui i partner comunicano, risolvono i conflitti e vivono l’intimità.
Concretamente, la psicogenealogia può aiutare le coppie a comprendere i propri modelli relazionali (spesso i partner ripetono inconsapevolmente le dinamiche osservate nei genitori o nei nonni, come autoritarismo, passività o tendenza al controllo); riconoscere i “mandati familiari”: (frasi come “nella nostra famiglia non si divorzia” o “gli uomini devono mantenere il controllo” possono condizionare le scelte dei coniugi); liberarsi da traumi transgenerazionali: eventi traumatici irrisolti (lutti, violenze, tradimenti) possono influire sull’equilibrio emotivo della coppia, creando tensioni che sembrano non avere una causa apparente.
Ecco quindi che una coppia in crisi, attraverso l’analisi dei modelli transgenerazionali, può comprendere meglio le proprie dinamiche familiari e tentare di risolvere, o almeno diminuire, i conflitti. Considerate che molte coppie si sentono bloccate da obblighi familiari inconsci: la psicogenealogia aiuta a distinguere ciò che appartiene al passato da ciò che è realmente importante per il presente. Affrontare i traumi familiari permette di creare una relazione più equilibrata e autentica e costruire, laddove possibile, nuovi modelli relazionali: con questo percorso, le coppie possono abbandonare schemi distruttivi e adottare modalità più sane e rispettose di vivere il matrimonio. La psicogenealogia offre una lente unica per comprendere le crisi di coppia, permettendo ai partner di riconnettersi con le proprie radici per liberarsi dai condizionamenti e costruire una relazione più sana ovvero lasciare che la relazione finisca senza conflitti o comunque, nel migliore dei modi.
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