Una delle preoccupazioni maggiori durante una separazione riguarda l’aspetto economico: come garantire ai figli lo stesso tenore di vita goduto durante il matrimonio? L’assegno di mantenimento non è una semplice cifra stabilita a caso,ma il frutto di una valutazione complessa che deve essere gestita con estrema precisione legale per evitare futuri contenziosi.
Nel mio studio a Bologna e Modena, assisto i genitori nella corretta quantificazione dell’assegno, basandomi sui criteri di legge e sulle prassi aggiornate dei Tribunali locali.
Come si calcola l’assegno di mantenimento?
A differenza di altri paesi europei, in Italia non esiste un “algoritmo” automatico vincolante, ma dei criteri precisi stabiliti dall’art. 337 ter del Codice Civile. Il Giudice (o l’accordo tra le parti) deve valutare:
- Le attuali esigenze del figlio.
- Il tenore di vita goduto in costanza di convivenza.
- I tempi di permanenza presso ciascun genitore (collocamento).
- Le risorse economiche di entrambi i genitori (redditi, ma anche proprietà immobiliari).
L’obiettivo è la proporzionalità: ciascun genitore deve provvedere al mantenimento in misura proporzionale al proprio reddito.
Il nodo cruciale: Spese Ordinarie vs Straordinarie
Molti litigi post-separazione nascono qui. L’assegno mensile copre le spese ordinarie (vitto, alloggio, vestiario di base,mensa scolastica). Tutto ciò che esula dalla quotidianità rientra nelle spese straordinarie, che solitamente vanno divise al 50% (o in percentuale diversa in base ai redditi).
Esempi classici di spese straordinarie:
- Spese mediche non coperte dal SSN (dentista, psicologo).
- Attività sportive e ricreative.
- Viaggi studio e libri scolastici.
- Spese per patente di guida o acquisto mezzi di trasporto.
Il “Protocollo” del Tribunale di Bologna
Per ridurre la conflittualità, molti tribunali, incluso quello di Bologna, hanno adottato dei Protocolli per le spese straordinarie. Questi documenti elencano quali spese richiedono il preventivo accordo dell’altro genitore e quali no.Conoscere a fondo questi protocolli è essenziale per scrivere accordi di separazione che “tengano” nel tempo e non lascino spazio a interpretazioni ambigue.
E se i figli sono maggiorenni?
È fondamentale sapere che l’obbligo di mantenimento non cessa con la maggiore età (18 anni), ma prosegue finché il figlio non raggiunge l’indipendenza economica, a patto che il giovane si impegni attivamente nello studio o nella ricerca di un lavoro.